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mercoledì 18 maggio 2011

Paeonia lactiflora "Sorbet"

Idee distribuite in sistemi complessi di difficile trasposizione verbale? Ci si affidi alla ricchezza delle immagini. 

Oggi, Paeonia lactiflora "Sorbet".

Paeonia lactiflora "Sorbet"


(Per tutto il mese di maggio, una fotografia al giorno - chissà che non abbia la stessa efficacia di una mela...)

lunedì 31 maggio 2010

Peonie erbacee

Paeonia

Il vento le strazia, il caldo le sciupa, la pioggia le sfa. Quando è il momento, i petali cadono gli uni sugli altri con un unico gesto, in un eccesso di languore o di tedio.

Sono fiori di artificialità orientale, le peonie.

Le doppie appaiono soffici e scomposte, di una morbidezza invitante; nelle altre anche la semplicità è studiata, mentre la forma precisa e altera è tradita dall'arruffo degli stami.

I rosa sono luminosi, vibranti; i bianchi diafani mantengono l'ultima consistenza virando alla base verso un giallo caldo e tuttavia ancora sfuggente; la gamma dei porpora è amplissima, ma anche il tono più scuro conserva le qualità cangianti del raso di seta.

Tanto effimero è il fiore, tanto longeva è la pianta. Non disprezzatela se avrà impiegato due, tre o più anni per produrre una fioritura abbondante: la peonia misura la propria vita in decenni e attraversa le generazioni.

Non accontentatevi di una sola varietà, ma non mescolate i colori a caso: accostate il cremisi al carminio e al bordeaux, separate il rosa conchiglia dal rosa salmonato*, deliziatevi con tutte le variazioni del bianco e soprattutto piantatele in massa, da potervi camminare in mezzo, da poterne assaporare la sontuosità. Perché anche il profumo attraversa tutti i gradi di intensità, pur rimanendo sofisticato e squisito. Talvolta va cercato tra i petali, talvolta satura l'aria d'intorno, denso, dolce, stordente.

Sono fiori al limite della voluttuosità: ancora un grado e sarebbero volgari. È un caso che abbiano appassionato, dopo la Cina più antica, anche la Francia, durante tutte le vicende del Romanticismo? Ah, le peonie di Manet!

Paeonia

Si coltivano soprattutto piante di Paeonia lactiflora, cinese d'origine ma selezionata dai francesi in centinaia di varietà. Raro invece è incontrare nei giardini la principale specie europea, Paeonia officinalis, con le sue varianti doppie, rosa, bianche e porpora, forse più rustiche per aspetto ed esigenze (ma l'improvviso splendore di una peonia selvatica tra l'erba alta non si dimentica presto).

Paeonia

Paeonia

Paeonia

Paeonia

* soprattutto perché il salmone in giardino è gradevole solo se affumicato e ben servito...

lunedì 3 maggio 2010

Caucaso - Valpolicella e ritorno

Paeonia mlokosewitschii

Mentre vi esercitate nella corretta dizione di Paeonia mlokosewitschii, vi racconto qualcosa di questa pianta. Nei giardini italiani la si vede assai di rado, tant'è che non ha un nome comune, e la definizione "peonia dorata del Caucaso" proviene semplicemente dalla traduzione e dall'unione di due nomi comuni inglesi. Oltremanica infatti è pianta molto stimata (premiata nel 1955 con l'Award of Merit della R. H. S., riferisce Ippolito Pizzetti*) e si è guadagnata anche il nickname di "Molly the Witch" - un tentativo di aggirare le difficoltà di pronuncia del nome scientifico.

Come ulteriore conferma, l'esemplare che coltivo proviene dal Mini-Arboretum di Guido Piacenza, a Pollone, e credo fosse là giunto attraverso le collezioni della Hillier & Sons di Winchester. Il Mini-Arboretum è chiuso da molto tempo (con grandissimo dispiacere degli appassionati di piante rare, ovviamente compreso chi vi scrive, che partiva in pellegrinaggio ogni primavera per tornare a casa con l'auto traboccante di piante, per di più legate e pacciamate con striscie e cascami di cashmere...) e dunque la mia Molly deve avere più di quindici anni - passati i quali è arrivata a produrre contemporanemente ben sette fiori, tanto per parlare della lentezza con cui cresce.

Le ragioni per ammirarla sono numerose, ma va osservata da vicino. I germogli sono soffusi di un porpora vinoso, colore che poi rimane lungo i piccioli e i bordi delle foglie; queste, dalla bella forma, hanno la pagina suddivisa tipica delle peonie, ma con i lobi arrotondati e con una caratteristica sfumatura glauca; i fiori, meno grandi di quelli delle consorelle, non si aprono mai completamente e formano una coppa giallo primula a racchiudere molli stami giallo oro e sensuali stimmi rosati, in uno strano contrasto. Il profumo è leggero e gradevole. L'ultima sorpresa sono i frutti, capsule che ancora verdi si aprono longitudinalmente per mostrare l'interno bianco e lanuginoso, dove sono raccolti i semi: color fuchsia quelli sterili, blu quelli fertili.

Non è pianta su cui costruire un giardino, o almeno mi pare che non abbia forza sufficiente per questo; tuttavia, è una delle piante capaci di richiamare alla mente un intero paesaggio. Portamento, dimensioni, consistenza delle foglie raccontano che si tratta di una pianta adattatasi a crescere in ambienti in cui la luce del sole giunge direttamente al mattino o alla sera e solo macchiata dalle fronde di piante più grandi durante il resto del giorno; anche il colore dei fiori potrebbe essere il risultato di un adattamento, poiché appare più luminoso e visibile di altri nella mezz'ombra.

E allora, scartabellando un po', scopro che il nome scientifico fu scelto dal botanico russo Alexandr Alexandrovic Lomakin (1863-1930) per onorare il botanico polacco Ludwik Franciszek Mlokosiewicz (1831-1909), che incontrò la nostra strega-peonia esplorando la gola del fiume Lagodekhi, a partire dalla città omonima alle pendici meridionali del Grande Caucaso Orientale, nella regione del Kakheti, in Georgia, non lontano dal confine con l'Azerbaijan. Qui i monti, tagliati da numerose valli strette e lunghe scavate dai fiumi, sono ricoperti da boschi fino al limite altitudinale degli alberi, intorno ai 1800 metri. Dove i boschi iniziano a diradarsi, nelle schiarite sempre più ampie, cresce la peonia dorata, in gruppi fitti e sparsi.

La vallata fa parte oggi delle Aree Protette di Lagodekhi, ovvero la Riserva Statale e il Parco Nazionale, e fu proprio Ludwik Franciszek Mlokosiewicz, nel 1903, a sollecitare per primo presso l'Accademia Imperiale la formazione di una riserva naturale. La bellezza dei fiori, sostiene Michael Pollan**, non è per le api; è per noi: una seduzione che ci spinge a preservarli.


* Enciclopedia dei Fiori e del Giardino, a cura di I. Pizzetti, Milano, 1998

** Michael Pollan, La Botanica del desiderio, Milano, 2005.

domenica 2 maggio 2010

sabato 1 maggio 2010

Il colore delle peonie

Collocare le peonie arbustive in giardino è un'impresa che va attentamente ponderata. Il momento glorioso della fioritura è effimero - fatto che per altro ne aumenta la preziosità: avere fiori di peonia per tutta l'estate renderebbe queste piante o banali o insopportabili - mentre l'arbusto non ha nulla da raccontare quando è rivestito dalle sole foglie e quando è spoglio del tutto ci fa dubitare di aver mai saputo portare fiori larghi anche più di una spanna: solo pochi rami magri e tozzi, anche nelle piante più vecchie.

E allora le peonie chiedono buona compagnia, per passare l'estate insieme a piante dalla fioritura tardiva, che le sostituiscano sul fronte della scena. Sono da considerare più come elementi decorativi che di struttura: un gruppo di peonie arboree non è necessariamente più significativo di un esemplare isolato. Ma già mi contraddico con l'idea estemporanea di un sentiero tra gli alberi che, dopo una svolta, si apra in una valletta circolare dai pendii ricoperti di cespugli di peonia ... è del giardino il fin la meraviglia, parafrasando il Marino.

Ma accostare a capriccio peonie di diverse varietà potrebbe avere effetti terribili per molte generazioni; nei già nominati giardini delle nonne era presente in pratica una sola peonia arborea, dai fiori globosi, rosa intenso, credo un ibrido di origine francese; oggi invece sono disponibili sia antiche varietà cinesi sia nuove provenienti anche da vivai americani, con selezioni e incroci di più specie: la classica Paeonia suffruticosa e poi Paeonia ostii, Paeonia rockii, Paeonia delavayi, Paeonia lutea ... Dunque la gamma dei colori è amplissima (sono esclusi solo i blu) con gradazioni tenui tra colori pastello o porpora profondi o rosa salmone che sembrano rifiutare qualsiasi accostamento.

Vi mostro le poche piante che coltivo in giardino - ben separate tra loro! Non sono frutto di una scelta, ma del rifiuto capriccioso di un cliente che ne volle altre all'ultimo istante. Non le amo tutte allo stesso modo, ma non potevo certo abbandonarle. Provengono da un noto vivaio specializzato in peonie, cui potrete facilmente risalire a partire dai nomi delle varietà, che sono:

Giallo di Yao - Yao Huang
Grande Violetta - Da Zong Zi
Rosso Carminio - Hu Hong
Loto di Fronte al Sole - Ling Hua Kan Lu (gruppo Ostii)

Paeonia "Giallo di Yao - Yao Huang"

Paeonia "Giallo di Yao - Yao Huang"

Paeonia "Grande Violetta - Da Zong Zi"

Paeonia "Grande Violetta - Da Zong Zi"

Paeonia "Rosso Carminio - Hu Hong"

Paeonia "- Rosso Carminio - Hu Hong"

Paeonia "Loto di Fronte al Sole - Ling Hua Kan Lu" (gr. Ostii)

Paeonia "Loto di Fronte al Sole - Ling Hua Kan Lu" (gr. Ostii)

venerdì 30 aprile 2010

Il profumo delle peonie

Ieri Doña Sol mi chiama durante una delle lunghe conversazioni che talvolta seguono una buona cena; è in disaccordo con un'amica: questa sostiene che le peonie siano inodori, mentre Doña Sol ricorda ancora il senso di stordimento provocato dall'intensità del loro profumo, molti anni prima, durante una cerimonia.

(Perché, voi non avete un'amica che vi chi
ami dopo mezzanotte per parlare di peonie? Ma guarda un poco ...).

Qual è dunque il parere dell'esperto - o almeno presunto tale?
Eccolo qua: profumano, profumano.
Ma non tutte con la stessa intensità. Inoltre si tratta di una fragranza tautologica: la peonia profuma di peonia, senza somigliare ad altro. E questo ne rende più difficile la descrizione; potrei dire che al mio olfatto ricorda il papavero - ma quanti si sono messi ad annusare papaveri, in questi giorni? E ancora, sono fiori di cui non si fa esperienza facilmente, dal momento che ormai è raro incontrarli, mentre erano presenti in tutti i giardini delle nostre nonne, cui forse sono sopravvissuti: le peonie infatti sono tanto lente a insediarsi e a svilupparsi quanto sono longeve. Una varietà erbacea solamente quest'anno sembra essersi decisa a produrre un numero dignitoso di fiori - mentre di anni ne sono passati sette, da quando la piantai ...



(La peonia ovvero l'antigeranio-fiorisci-o-muori - forse è per questo che la si coltiva sempre meno frequentemente).


Torniamo al profumo; in giardino ora stanno fiorendo le peonie arboree; la mattina, appena l'aria comincia a scaldarsi, quando i fiori trattengono ancora l'umidità notturna, il profumo è pungente, quasi sgradevole; nelle ore successive perde aggressività, ma nello stesso tempo diventa meno caratteristico, assumendo note più dolci, floreali o agrumate; alla fine è qualcosa di indistinto, trascurabile. E in effetti queste peonie sono ricordate soprattutto per la sontuosità dei fiori enormi, per l'aspetto serico dei petali, per i colori impegnativi, dalle sfumature cangianti. (Motivi per cui non piacevano a Madama Wu, che tanta saggezza acquisisce nel romanzo di Pearl Buck
* e che preferisce loro le orchidee, dai fiori minuti e inodori, manifestazione del distacco dalla sensualità e dalle emozioni - almeno fino al loro risveglio, causato da una perdita).

Le peonie erbacee, varietà di Paeonia lactiflora o di Paeonia officinalis - le stesse del ricordo di Doña Sol - dai profumi più memorabili, sbocceranno solo tra un paio di settimane e dunque se ne riparlerà allora. Con un'eccezione: dalle radici regalatemi circa due anni fa, sono incredibilmente fiorite tre-quattro peonie selvatiche. Profumano? Sono odorose, piuttosto: un sentore profondo, forse un poco animale. Un po' chiama un po' respinge.


* Pearl S. Buck, La saggezza di Madama Wu, 1966, Milano - fuori catalogo.


Sotto, una peonia selvatica, Paeonia officinalis.


Paeonia officinalis