NO, NON È UN BLOG DI GIARDINAGGIO
MA POTRESTE TROVARE QUEL CHE NON STATE CERCANDO


domenica 31 ottobre 2010

Giardino di Poeta - 10

Ah se almeno potessi,
        suscitare l’amore
    come pendio sicuro al mio destino!
    E adagiare il respiro
        fitto dentro le foglie
    e ritogliere il senso alla natura!
        O se solo potessi
        toccar con dita tremule la luce
        quella gagliarda che ci sboccia in seno,
        corpo astrale del nostro viver solo
        pur rimanendo pietra, inizio, sponda
        tangibile agli dei…
        e violare i più chiusi paradisi
        solo con la sostanza dell’affetto.


Alda Merini, La Terra Santa, 1984.

domenica 24 ottobre 2010

Un campo di dalie

Il genere Dahlia è originario del Messico e dell'America Centrale; sappiamo che era già coltivato prima dell'arrivo degli Spagnoli e che gli Aztechi ne conoscevano una forma a "fiori doppi" - che non si trova allo stato spontaneo - come documentano il manoscritto conosciuto come Libellus de Medicinalibus Indorum Herbis, del 1552, e il Rerum Medicarum Novae Hispaniae Thesaurus, pubblicato nel 1651, ma che si basa su manoscritti del 1575.*

Le vicende relative all'arrivo delle dalie in Europa sono complesse, ma è certo che solo dalla fine del XVIII secolo, a partire dalla Spagna, se ne inizia a diffondere la coltivazione. Il fatto che i semi provenissero non da piante spontanee ma da varietà coltivate (e forse ibridate) da lungo tempo in Messico, determinò una certa confusione nel riconoscimento dei caratteri distintivi e quindi nella classificazione. Le prime piante fiorite in Spagna nel 1789 furono descritte nel 1791 come Dahlia pinnata - cui seguirono Dahlia rosea e Dahlia coccinea, sebbene non a tutti questi nomi fosse poi attribuita la stessa dignità scientifica. Oggi, quando gli studi non si basano più solo su pochi esemplari coltivati negli orti botanici, ma si effettuano sul campo esaminando intere popolazioni, le specie riconosciute sono una trentina, sebbene solo poche rientrino tra le antenate delle moderne cultivar. Le dalie destinate ai giardini infatti hanno seguito la loro strada proprio a partire dai primi semi giunti in Europa, e di quelli portano con sé tutta la ricchezza genetica.

Le dalie sono per lo più autosterili; i fiori devono perciò ricevere il polline da un'altra pianta per essere fecondati; questo incrementa l'eventualità di incroci tra specie diverse e dunque l'interpolazione tra i patrimoni genetici delle due specie parenti. Ma c'è di più: gli incroci favoriscono l'insorgere della poliploidia, fenomeno per cui di un cromosoma esistono più copie, anziché solo due. Nelle dalie si arriva a otto copie: in ciascun individuo perciò l'espressione di ogni carattere è modulata con grande variabilità ed è frequente il manifestarsi di nuovi tratti nelle dimensioni della pianta, nella forma o nel colore dei fiori eccetera. Con grande gioia - e talvolta profitto - del coltivatore.

Caratteri latenti possono esprimersi improvvisamente, senza cause apparenti; è accaduto al mio esemplare di Dahlia "Vulkan", che tra gli steli dai fiori rosso vermiglio ne ha prodotto uno dai fiori giallo oro, mantenendo la variazione negli anni successivi. Due piante in una? Piuttosto un caso di doppia personalità botanica. Episodi simili sono possibili, anche se diversamente probabili, in ciascuna delle migliaia di varietà disponibili sul mercato. Da una dalia, un campo di dahlie.
 
Dahlia "Vulkan" 02

Dahlia "Vulkan" 03

Dahlia "Vulkan" 04

Rudolf Borchardt** prende spunto da queste piante per affrontare una questione interessante: "La denominazione botanica chiama «variabile»*** la dalia perché essa, appena finita in mano all'uomo, si è moltiplicata in una infinita varietà di forme e di colori; [...]. Come avrebbe potuto, l'uomo, rendere ricchi e «doppi» i variopinti, ma semplici gusci a piede di gallo del ranuncolo orientale, o le mezze cupolette delle peonie europee e asiatiche? Dove avrebbe preso la materia per questa operazione, se le piante stesse non l'avessero già avuta in potenza, serbata nascosta per tempi migliori?".

Michael Pollan****, più recentemente, ricorda che l'uomo, diversamente da come appare nella concezione antropocentrica del mondo (anche di derivazione religiosa), non solo è immerso nei meccanismi che regolano le relazioni tra i viventi ma che di quelle relazioni può essere pure l'oggetto inconsapevole.

"Nel corso del tempo, il desiderio umano è entrato nella storia del fiore, e il fiore ha continuato a fare ciò che ha sempre fatto: divenire sempre più bello agli occhi dell'animale uomo, racchiudendo nel suo essere più profondo anche i nostri tropi e le nostre idee più improbabili. [...]. A turno abbiamo fatto la nostra parte, moltiplicando i fiori in modo insensato, trasportandone i semi per tutto il pianeta, scrivendo libri per diffonderne la fama e assicurarne la felicità. Per il fiore è stata la solita vecchia storia, un altro grandioso contratto evolutivo con un animale interessato e piuttosto ingenuo [...]." 

I giardini sono gli ambienti che i fiori sfruttano per riprodursi.
I giardini di fiori sono luoghi ad alta biodiversità. Moltiplichiamoli!


* Come molte piante dotate di organi di riserva sotterranei, le dahlie potrebbero essere un'interessante fonte sia di amidi sia di sostanze potenzialmente medicinali (ad esempio antimicotiche, le stesse che la pianta usa per la propria difesa, essendo i tuberi appetiti dagli animali e soggetti agli attacchi di vari microrganismi); eppure, contrariamente al caso della patata, anch'essa americana, inizialmente coltivata in Europa come curiosità botanica, la selezione della dahlia ha riguardato solo i caratteri ornamentali, nonostante fosse entrata negli interessi degli spagnoli in quanto appartenente alla farmacopea dei nativi.
** Rudolf Borchardt, Il giardiniere appassionato, Milano, 1992.
 *** Nel 1802 in Germania una revisione botanica (che poi si scoprì avere basi errate) fece cambiare nome al genere, che da Dahlia divenne Georgina; il nuovo nome rimase nell'uso comune dei paesi di lingua tedesca. Dahlia pinnata e Dahlia rosea furono riunite sotto il nome Georgina variabilis, rimasto poi in Dahlia variabilis fin a quando si dimostrò un'attribuzione inconsistente.
 **** Michael Pollan, La botanica del desiderio. Il mondo visto dalle piante, Milano, 2005. Michael Pollan riporta come esempi la peonia, la rosa e il tulipano; accenna al garofano, ma dimentica del tutto la dalia. Eppure la storia questa pianta in compagnia dell'uomo non è meno lunga di quella degli altri fiori nominati.

Qui interessanti notizie e belle varietà.

venerdì 22 ottobre 2010

Quel che piace

"[...] spesso il piacere non dipende da cosa ci dicono i sensi quanto dall'idea che ci siamo fatti della fonte di quel piacere, cosa o persona che sia".  È un frammento dall'ultimo saggio di Paul Bloom, riportato da Armando Massarenti domenica scorsa sul Il Sole 24 Ore, e, se mentre lo scorro mi sembra di sentire il fischio del bollitore dell'acqua già messa a scaldare, tuttavia trovo l'argomento interessante per chi progetta giardini o altri luoghi chiamati a suscitare piacere in chi li abita, e so che finirò col procurarmi il libro e leggerlo per intero.

Conoscere le vicende di una pianta aumenta il piacere di possederla (la varietà di tulipano coltivata da trecento anni, la salvia un tempo usata dagli sciamani del Sud America...), ma, naturalmente, anche la propria personalissima storia condiziona la preferenza di una varietà a un'altra - che si desideri replicare semplicemente un piacere tanto quanto richiamare una situazione di benessere. Consapevolmente o no.

Ponete che uno, a pochi anni d'età, si stupisca davanti alla pianta di dalia che cresce nell'orto del nonno; fiori enormi, stellati, su fusti che lo superano di più del doppio in altezza; una pianta così folta e ampia da dovervi girare attorno per guardarla tutta; se la dalia iniziasse a parlare non sarebbe sorpreso, sa che può accadere, l'ha visto nel libro di favole preferito. 



Impara il nome della pianta sui cataloghi che arrivano ogni autunno, pieni di fotografie (F.lli Ingegnoli, sta scritto in copertina) e quando sente Canzone per Sarah di Angelo Branduardi si chiede come sarebbe un intero "campo di dalie" di tutti i colori che conosce.

Oggi, quando guarda le ultime dalie della stagione (non ancora un campo!) certo fa più che  percepire la fisicità della pianta: ritrova qualcosa di sé.

Dahlia "Vulkan" 01


Armando Massarenti, La cognizione del piacere, Il Sole 24 Ore, 17 ottobre 2010, anno 146, n. 285, pag. 43.
Paul Bloom, La scienza del piacere. L'irresistibile attrazione verso il cibo, l'arte, l'amore,  Milano, 2010.
Iolanda e il fiore magico, in E la storia la scelgo io, a cura di Mary Parsley, illustrazioni di Claude Kailer e Rosemary Lowndes, traduzione dall'originale I Can Choose My Bedtime Story di Maria Rosa Bianchini, Milano, 1973.
Angelo Branduardi, Canzone per Sarah, dall'album Alla Fiera dell'Est, 1976 (le immagini del video vengono da L'albero degli zoccoli di Ermanno Olmi; strano abbinamento - ma per qualcuno la connessione c'era!).
Il testo:
Bambino mio,
ti porta il mare,
ti culla l'onda,
ti veste il fuoco.
E calde le tue piume,
chicco di grano...
nuvola sottile,
piccole mani;
e là dove sarai
ti porto il mare,
se il mare è asciutto,
il mio dono è pioggia...
Ma dormi il tuo riposo,
e ti darò il vento,
se il vento è tempesta
lo caccerò lontano.
Ma dormi e non pensare,
avrai un amico cane,
e abbaierà alla luna
e i rospi nel fossato
e il tuo campo di dalie
e l'albero di pino
e l'ombra dei suoi rami...
Ma racconta a me i dolori
perché già sai. 



domenica 17 ottobre 2010

Nelle giornate autunnali

... soprattutto quando piove, è salutare fare progetti per l'estate che verrà.
Anche se il dover prima attraversare l'inverno per l'intera sua durata può far nascere dubbi perfino sul ritorno del bel tempo.  

Medoto empirico per calcolare le proporzioni tra le varietà che andranno a comporre un bordo misto di piante erbacee perenni.
  • Avrete già scelto il luogo e ne avrete acquisito le informazioni circa il clima, l'esposizione, il terreno.
  • Ora selezionate le piante più adatte ad essere coltivate in quel sito. È il passaggio più oggettivo di tutto il processo - gli altri criteri di scelta sono legati piuttosto al giardinante.
  • Decidete l'altezza media che più vi sembra adatta, mettendo da parte le varietà o troppo basse o troppo alte; vi ricorrerete eventualmente in seguito, per introdurre accenti gravi o acuti nella composizione, qualora vi sembrasse troppo uniforme.
  • Scegliete un colore dominante - ma non fatevene dominare! Il ton-sur-ton sarà pur sempre gradevole, ma toglie ogni sorpresa e fa dimenticare presto quel che abbiamo visto.
  • Suggerisco di destinare non meno di un metro quadrato a ciascuna varietà - altrimenti basta che una singola pianta non compia il proprio dovere nella crescita o nella fioritura per far fallire l'effetto d'insieme (abbastanza da rendere illeggibili i vostri intenti).
  • Assicuratevi perciò di non avere più varietà che metri quadrati.
  • Procuratevi le immagini delle varietà che avranno superato tutte le selezioni; collegandosi alla Rete è facilissimo trovarne (io ho saccheggiato senza pudore il sito dei Vivai Priola - spero che il signor Pier Luigi non me ne voglia).
  • Se una varietà non avesse superato le selezioni precedenti e tuttavia vi piacesse particolarmente, non scartatela - se l'amore è intenso, proprio quella potrebbe condizionare tutto il lavoro con risultati inaspettatamente felici.
  • Distribuite le immagini su una superficie neutra e accostate forme e colori seguendo l'impulso del momento; il tributo alla razionalità l'avete già pagato prima.
  • Iniziate con una sola immagine per varietà; aggiungetene altre per aumentare il peso di un elemento rispetto agli altri.
  • La varietà la cui immagine compare il minor numero di volte sarà l'unità di misura per calcolare in proporzione le altre - esempio facile: se l'iris compare due volte mentre la campanula e il garofano tre rispettivamente, per ogni metro quadrato del primo prevederete un metro quadrato e mezzo di ciascuno degli altri due (per un totale di quattro metri quadrati).
  • Non preoccupatevi troppo del rischio di sbagliare i calcoli. Immaginatevi meteorologi: le vostre previsioni sono su base statistica e anche la valutazione più ponderata può essere scompaginata da un evento accidentale. Eppure qualcosa accadrà comunque - e la prossima estate una pioggia leggera sarà forse benvenuta quanto una giornata di sole


Nell'esempio qui sopra ho scelto varietà a fioritura estiva per un sito soleggiato in Italia settentrionale, su terreno di media tessitura. Si tratta per lo più di specie originarie delle praterie del Nord America; richiedono tutte, perciò, le medesime attenzioni nella coltivazione.

Non si tratta di un bordo misto organizzato a la maniere de Gertrude Jekyll; qui una stessa varietà compare anche tre-quattro volte, in ciascuna occasione affiancata a varietà differenti; non si ricercano gradienti di colore, piuttosto un effetto naturaliforme e ricco di sorprese.

L'elenco delle varietà
  1. Achillea millefolium "Feuerland"
  2. Achillea millefolium "Red Velvet"
  3. Achillea taygetea "Moonshine"
  4. Aster frickartii "Monch"
  5. Coreopsis "Ruby Red"
  6. Coreopsis grandiflora "Domino"
  7. Coreopsis grandiflora "Sonnenkid"
  8. Coreopsis rosea "Heaven's Gate"
  9. Crocosmia "Lucifer"
  10. Crocosmia "Emily Mackenzie"
  11. Crocosmia "George Davidson"
  12. Echinacea purpurea "Mango Meadowbrite"
  13. Echinacea purpurea "Sundown"
  14. Echinacea purpurea "Tiki Torch"
  15. Gaillardia aristata "Kobold"
  16. Gaillardia "Fanfare"
  17. Helenium "Flammende Käthchen"
  18. Helenium "Goldrausch"
  19. Helenium "Merantii"
  20. Helenium "Waldtraut"
  21. Kniphofia "Catherine Orange"
  22. Kniphofia "Fairyland"
  23. Oenothera fruticosa
  24. Oenothera fruticosa "Sonnenwende" 
  25. Rudbeckia "Toto Gold"
  26. Rudbeckia hirta "Autumn Colors"
  27. Rudbeckia hirta "Indian Summer"
  28. Rudbeckia hirta "Sonora"
(Riducete le dimensioni della finestra se le immagini appaiono sgranate).

Rudbeckia hirta "Autumn Colors" 01

(a Paolo)

mercoledì 13 ottobre 2010

Il Giardino delle Delizie

Dopo l'incontro con il più recente visitatore, posso affermare che il giardino mi va sempre più rassomigliando al Paradiso Terrestre...

In verità, nessun merito personale - se non l'aver bandito insetticidi e pesticidi; un vecchio muro a secco e il vicino bosco sono ambienti molto più congeniali al serpentello. Perciò non si tratta di generazione spontanea: non si allarmino i giardinanti! (e comunque non avrebbero nulla di cui allarmarsi).

Hierophis viridiflavus 01

Hierophis viridiflavus nella livrea scura (var. carbonarius): un gioiello dai barbagli blu e grigi, di metallo e pietre.