"[...] la costruzione dei giardini non è questione di scienza, ma appartiene al campo dell'arte. Il costruttore ideale non sarà, pertanto, l'architetto che operi un freddo lavoro di calcolo delle proporzioni, ma il letterato, che derivi ogni decisione da un'attenta valutazione del proprio bagaglio culturale e da una profonda conoscenza dell'animo umano."
Così scrive Maria Alessandra Bassi, nell'introduzione a L'arte dei giardini cinesi di Chen Congzhou, riassumendo le considerazioni dell'autore sulla progettazione dei giardini.
E, aggiungo, altrettanta consapevolezza dovrebbe appartenere al committente - per superare lo stadio del giardino concepito come "verde attrezzato", pubblico o privato che sia.
Chen Congzhou, L'arte dei giardini cinesi, Milano, 1987.
(grazie a Federico Diogene per avermelo fatto conoscere)
(grazie a Federico Diogene per avermelo fatto conoscere)
L'immagine proviene da Le trecento poesie T’ang, a cura di Martin Benedikter, Torino, 1961
ne trovate altre qui http://www.rlivio.it/cina/luoghigm.htm
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